Cultura partecipativa, decentramento senza partiti e passeggiate di quartiere: verso una Latina collaborativa

12091357_874604315950775_2431072855339931856_oAria nuova nel MoVimento 5 Stelle di Latina. Dando corpo a un’intuizione di diversi membri del gruppo, si è svolta ieri (giovedì 8 ottobre) la prima riunione del gruppo tematico “Cultura e democrazia partecipate”. Per tre ore una ventina di attivisti hanno avanzato proposte per il “Programma Partecipato Latina 5 Stelle 2016” relativamente ai diversi temi che ruotano attorno a quella che può essere definita “cultura della partecipazione”. Si è parlato quindi di democrazia partecipata, cittadinanza attiva, comunità locali, reti sociali, social media, connettività, democratizzazione della conoscenza (open content, open source). Dalle proposte emerse temi caldi come il bilancio, l’urbanistica e l’ambiente dall’anno prossimo potrebbero avere una gestione “partecipata”.

Gli attivisti 5 stelle sono convinti che il sistema della rappresentanza e della delega, avendo manifestato a Latina tutta la sua inadeguatezza, dovrà essere affiancato nei prossimi anni da una contro-cultura della partecipazione e della cittadinanza attiva. Si tratta di un argomento ritenuto strategico per il MoVimento, anzi per molti è l’unico in grado di attivare la rivoluzione culturale di cui parla Grillo ormai da anni. D’altra parte, la cultura partecipativa e il Commons collaborativo non sono solo gli elementi fondanti della cultura del XXI secolo, ma rappresentano oggi l’unico modello emergente in grado di opporsi al declinante tardo capitalismo. Certo, a Latina è invece radicata da decenni una cultura di segno opposto, profondamente egoistica, chiusa e ancora fortemente centralistica. Ma proprio per questo motivo il MoVimento 5 Stelle ha il compito di favorire in ogni maniera e occasione la partecipazione dei cittadini, affinché questi cessino di sentirsi lontani dalla politica.

Per raggiungere questi obiettivi uno degli strumenti indispensabili è – occorre ribadirlo con forza – il decentramento. L’abolizione delle circoscrizioni (2010) nelle città con meno di 250 mila abitanti è stato un provvedimento sconsiderato, un passo in direzione contraria alla cultura della partecipazione. Il decentramento è indispensabile alla partecipazione, quindi non bisogna abolire le circoscrizioni, ma cambiarne la natura (e magari in seguito cambiarne anche il nome). Ad esempio bisogna evitare che nelle circoscrizioni ci siano rappresentanze partitiche, e si devono quindi creare assemblee di quartiere composte da liberi cittadini, che propongono, si confrontano e decidono insieme. Ovviamente tutto questo limitando i costi e prevedendo una partecipazione non retribuita. È comunque da respingere l’idea stessa di “tagliare” su ciò che permette maggior decentramento, maggiore distribuzione di responsabilità tra la popolazione, maggior democrazia. È proprio lì che bisogna investire. Bisogna “tagliare”, invece, sulle strutture centrali, quelle in cui i politici delegati agiscono indisturbati lontani dal controllo dei cittadini. Più le decisioni avvengono in modo centralizzato, più i cittadini sono di fatto esclusi da ogni possibilità di proposta, decisione e controllo. 12038883_874604255950781_5388726166556762281_oPer questo motivo è necessario al più presto provvedere a creare nei vari quartieri di Latina assemblee che possano subentrare nelle funzioni di decentramento che erano di competenza delle circoscrizioni. In poche parole: un decentramento senza partiti. E non è neppure esclusa la possibilità di un futuro “Assessorato al decentramento e alla partecipazione” che si occupi di tutto questo.

«All’interno di una cultura partecipativa» – sostiene Jenkins – «i soggetti sono convinti dell’importanza del loro contributo e si sentono in qualche modo connessi gli uni con gli altri», ed è per questo che dalla prossima settimana il M5S di Latina intraprenderà “passeggiate di quartiere” in tutta la città e nei borghi.

Antonio Saccoccio

Un pensiero riguardo “Cultura partecipativa, decentramento senza partiti e passeggiate di quartiere: verso una Latina collaborativa

  • 10 Ottobre 2015 in 19:31
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    era ora…..meno male. speriamo in un candidato

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