Un reddito per tutti

Se ne sente parlare da tempo e quotidianamente viene riproposto mediaticamente da qualche esponente politico che cerca un confronto aperto con i leader 5 stelle. Cerchiamo di indirizzare la nostra attenzione alle reali proposte del reddito.
In realtà quello proposto non è un vero e proprio “reddito di cittadinanza”, ovvero un sussidio universale individuale, ma un “reddito minimo garantito”, un sussidio condizionato ad alcuni obblighi come non rifiutare più di 3 offerte di lavoro trovate dai centri per l’impiego, frequentare corsi di formazione e fare lavori socialmente utili per 8 ore settimanali. Il sussidio inoltre non è individuale, ma basato sul nucleo familiare: non vengono dati sussidi fino a 780euro a ognuno, ma vengono ridotti se più aventi diritto fanno parte dello stesso nucleo familiare. In questo modo il costo complessivo stimato si conferma di 17miliardi annui, una somma destinata a una platea di circa 10milioni di persone (circa 3 milioni di nuclei familiari).
Ma con quali coperture si concretizzerebbe questo reddito minimo? Il Movimento prevede di recuperare i 17 miliardi annui attraverso 600 milioni di tasse sul gioco d’azzardo, 1,2 miliardi di nuove tasse sulle imprese petrolifere, 1,1 miliardi di riduzione dei costi della politica, 4,5 miliardi di risparmi dall’acquisto di beni e servizi dell’amministrazione pubblica, una patrimoniale da 4 miliardi, 740 milioni dal taglio delle pensioni d’oro, 3,5 miliardi dal taglio delle spese militari, 600 milioni dall’8 per mille e altri 600 milioni da banche e assicurazioni. Una proposta, questa, che ha avuto già il timbro della Ragioneria dello Stato. Idee chiare quindi, che andrebbero a rivoluzionare molti settori con questi rilevanti tagli.
A parte i dati sopra elencati l’intenzione sembrerebbe davvero realistica dato che i 10 miliardi per gli 80euro, voluti dal Governo Renzi son stati trovati senza nessun gran problema. Inoltre, il reddito, per vari economisti, potrebbe essere una risposta concreta alle difficoltà economiche di circa 10 milioni di italiani che vivono sotto la soglia dei 780 euro mensili, proprio la somma massima del reddito di cittadinanza.
Se volessimo guardare in volto la realtà scopriremmo che una forma analoga al reddito minimo è presente in tutti gli stati dell’UE tranne che in Grecia, in Ungheria e in Italia. Un divario con gli altri Stati europei che va immediatamente colmato, dato gli innumerevoli incipit dell’Europa che dal 1992 sprona gli stati ad adottare queste misure.
di Federico Aversa

Un pensiero riguardo “Un reddito per tutti

  • 15 Gennaio 2016 in 14:57
    Permalink

    Il reddito minimo per tutti sarebbe una conquista di civiltà, per aiutare materialmente chi non ha i mezzi per condurre una vita “dignitosa” ma anche per evitare che possa essere ricattato da chi propone lavori sottopagati e in nero. Inoltre evita che molte di queste persone possano scegliere “obbligatoriamente” di commettere reati o, peggio ancora, cadere nella rete della criminalità organizzata. Dare un reddito minimo a tutti significa anche eliminare la miriade di prestazioni fornite dall’INPS a disoccupati, cassintegrati, ecc. (20 miliardi di euro circa nel 2014), quindi è necessario anche un riordino della legislazione in merito

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *