SU LA TESTA!

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Il portavoce nazionale M5S Alessio Villarosa

Non sappiamo quale sarà la nefandezza che verrà maggiormente imputata dai posteri alla cosiddetta civiltà occidentale. Se sarà la scriteriata dissipazione delle risorse della Terra o il degrado e l’inquinamento dell’ambiente che sta determinando variazioni irreversibili come ogni aumento entropico. Con conseguente annichilimento della biodiversità, che la natura aveva impiegato miliardi di anni per produrre mettendo pazientemente ordine nel caos primordiale.

Oppure se saranno le vicende strettamente legate alla interazione tra umani a essere messe all’indice. Prima fra tutte la mancanza assoluta di rispetto verso civiltà giustamente inermi perché evolute e dunque fiduciose della prevalenza della componente spirituale che tende a vedere in ogni uomo il proprio fratello. Come si è verificato con l’annientamento degli aborigeni  australiani che “sentivano” l’acqua a chilometri di distanza solo col contatto dei piedi con la madre terra, con la quale vivevano in gratificante rapporto simbiotico. Oppure il genocidio dei nativi americani che avevano già capito che chi lavora sempre non ha tempo per sognare. E solo chi ha tempo per sognare trova la saggezza. O ancora la tratta degli schiavi africani e la disintegrazione di una complessa sensibilità che aveva da tempo avviato il processo evolutivo del primato della comunità sull’individualismo.

Non lo sappiamo. Ma possiamo asserire che il denominatore comune di questo agire scellerato è la affannosa, spasmodica ricerca del profitto. Il denaro, nato come mezzo per facilitare gli scambi, è drammaticamente diventato un fine. In nome del quale qualsiasi infamia può essere giustificata.

E allora l’attenzione, ad ogni livello di potere, viene posta per salvaguardare le banche, veri e propri luoghi di culto dove il dio denaro viene venerato.  In Italia questa aberrazione del progresso, questa ignominia dell’agire umano trova la sua apoteosi. Chi ci governa, per una singolare ambiguità tra causa ed effetto, ha diretti legami familiari con coloro che le gestiscono, le banche. E questi, non si accontentano di lucrare sulle già pingui rendite di posizione, ma  incessantemente pensano come poter incrementare i propri introiti, con modi leciti e illeciti, a spese dei cittadini. Tanto quand’anche, come è recentemente accaduto, il contorto meccanismo si inceppasse, ci sarebbe sempre un articolo, un comma, un codicillo, una postilla, una clausola a salvarli, loro e il loro profitto. E a scaricare i costi sugli indifesi, sulla parte debole tra i  contraenti. E se in questo gioco perverso si dovesse compiere qualche illecito, pazienza, si potrà sempre contare su un provvedimento governativo per sistemare la faccenda.

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Il portavoce nazionale M5S Daniele Pesco

Ora è venuto il momento di dire basta. C’è sempre la fatidica goccia che fa traboccare il vaso. E questa goccia è arrivata. Solo che non è una goccia, è una cascata.

Vediamoci lunedì 15 febbraio alle 15 davanti a Banca Etruria, Corso Matteotti 69 Latina. Dimostriamo solidarietà ai nostri concittadini che sono rimasti stritolati in questa morsa connivente di finanza malata e potere autoreferenziale. Se prendiamo coscienza che prima o poi tocca a tutti, se sapremo unirci e far sentire forte e chiara la nostra voce, riusciremo a contrastare questo disegno immorale e riprenderci la sovranità sulle nostre vite.

Cominciamo ad alzare la testa.

La vera storia di Banca Etruria

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