È PROPRIO QUESTO CIÒ CHE VOGLIAMO?

Ieri sera a partire dalle 20.00 presso il Circolo Hemingway in piazza Moro a Latina, è  stato aggiunto l’ennesimo capitolo alla storia infinita del cosiddetto Corridoio Tirrenico Meridionale, alias Autostrada Roma-Latina con annessa bretella Cisterna-Valmontone e appendice Borgo Piave- Borgo Sabotino.

Non si vogliono qui riproporre le (tante) ragioni del NO e le (pretestuose) ragioni del SI, raccontate ieri sera egregiamente dal portavoce del Comitato  Gualtiero Alunni  e  da Eugenio Marchetti del Comitato No Bretella Cisterna-Valmontone (per approfondire http://quartiereroma12.blogspot.it/).

Alunni  guida da molti anni il Comitato per il NO, fino ed esserne diventato il simbolo, nonché il depositario di tutte le informazioni, altrimenti sparse in migliaia e migliaia di pagine spesso inutilmente scritte.

Qui si vuole dare qualche elemento di riflessione per cercare di capire come mai un tema così importante per il nostro territorio, finisca, a poco più di un mese ( agosto!) dall’affidamento dei lavori, per essere dibattuto (in un locale certo dignitosissimo, ma forse più adatto a rappresentazioni artistiche di qualità rivolte a un pubblico di nicchia) da poche decine di persone che cercano, ancora faticosamente, di chiarirsi le idee. Certamente queste persone condividono principi di ecosostenibilità, risparmio e rispetto del suolo, affidabilità, sicurezza ed economicità di collegamenti che consentano la necessaria (per qualsiasi attività) mobilità.

Ma sembrano faticare a trovare quella spinta  di volontà, quella fermezza e risolutezza che sole potranno determinare una modifica del corso degli eventi.

Il relatore presenta così un “piano A” per contrastare l’Autostrada, che consiste nel cercare di riaprire una Conferenza dei Servizi  sul tema, che tenga conto delle mutate condizioni sociopolitiche dei territori che l’opera andrà a coinvolgere. In buona sostanza varie amministrazioni di Comuni interessati, mostrano ora la loro avversità.

A cominciare dalle amministrazioni a 5 Stelle di Roma e di Pomezia.

Mancherebbe all’appello Latina, la cui neoeletta amministrazione  in un confuso consiglio comunale pochi giorni fa, ha sorprendentemente (e forse ingenuamente) approvato un Ordine del Giorno dell’opposizione (con la quasi totale astensione della maggioranza) che impegnerebbe sindaco e giunta a sostenere l’opera.

Tutto rimediabile, per carità, ma la sinfonia della nuova amministrazione è iniziata con una clamorosa “stecca”.

Il Comitato No Corridoio ci fa sapere che domani, mercoledì 27 luglio, verrà ricevuto dal Sindaco Coletta. Questa, ci dice Alunni, è la prima volta che un sindaco di Latina accetta di ascoltare le ragioni di chi si oppone all’Autostrada.

Bene, ma questo “primato storico” non può certo bastare.

Lunedi 25 luglioSe fallisce il Piano A, ci informa Alunni, è già pronto il “piano B”. Che consiste in un presidio permanente a Borgo Piave (perché è da lì che dovrebbe iniziare l’opera), per tentare di impedire comunque l’inizio dei lavori.

Per prepararsi a questa evenienza, si chiede una sponda alle associazioni locali.

A questa richiesta di impegno, un brivido serpeggia tra gli astanti. Tutti infatti sappiamo che azioni di questo tipo per avere qualche probabilità di successo,  hanno bisogno alle spalle di un forte e radicato consenso popolare. E noi, qui a Latina, ce l’abbiamo?

Perché non avvertiamo tra la gente la stessa determinazione messa in campo, che so, dai NOTAV in val di Susa.

Questo è il tema. Che, mutatis mutandis, ci perseguita da quando abbiamo accettato (e continuiamo ad accettare) senza fiatare scelte discutibili e a volte scellerate. Che hanno “asservito” il nostro territorio a “interessi superiori” e che, quando è andata bene, non hanno portato alcun beneficio alla cittadinanza.

Vogliamo veramente accettare il fatto di non avere (e se pieghiamo la testa anche questa volta probabilmente non avremo mai) radici in questa nostra terra? Che pure è generosa, versatile, paesaggisticamente magnifica e incantevole nelle sue peculiarità.

Veramente non vogliamo decidere noi, come cittadini e operatori economici locali, quali sono le vocazioni dell’ambiente in cui viviamo e in  cui vivranno i nostri figli e nipoti?

E veramente non vogliamo pensare ad un sistema di infrastrutture che sia funzionale a questa nostra visione  di habitat, che si integri e stimoli un tessuto sociale armonico e che generi per ciò stesso serenità, benessere e prosperità?

Non abbiamo veramente niente da dire, oltre che sulla incombente devastazione dell’Autostrada, su come è stata gestita la “pianificazione” territoriale e tutti gli scandali che si è portata e continua a portarsi dietro?

La nostra idea è che non dobbiamo cedere anche questa volta alla prepotente legge  del più forte. Legge che fin dalla bonifica è causa di violenza e devastazione sul nostro territorio per piegarlo e conformarlo ad esigenze di profitto, privilegio e asservimento. Con un agire sempre senza scrupoli e senza rispetto sia per il territorio stesso che per la gente che lo popola.

Questa gente che ancora oggi, faticosamente, continua a cercare la propria identità.

E allora confrontiamoci, apriamo un grande dibattito sulla città che vogliamo, sull’ambiente che vogliamo e riprogettiamo insieme le strutture e le infrastrutture necessarie per realizzare tutto ciò.

Solo quando saremo veramente coinvolti e coesi, nessuno potrà più imporci niente.

(FR)

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