AUTOSTRADA ROMA-LATINA: UN’OPERA DA RIPENSARE

14720339_1676604875988715_6876760356376773270_nQualcuno dice che ormai è deciso, che non si può tornare indietro. Kafka saprebbe descrivere questa situazione d’impotenza del cittadino, questo senso di oppressione, di frustrazione che si ha quando il discorso non viene neanche aperto. Quando non si argomenta.

Chi ha deciso e perché, si perde nella notte dei tempi. Per qualcuno non è il caso neanche di parlarne. Per loro l’Autostrada è progresso, è velocità, è lavoro, è economia che gira.

Quando, ben oltre mezzo secolo fa, la allora gloriosa FIAT, tanto orgogliosa di sé di darsi per nome l’acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino, dettava l’agenda del governo e imponeva lo sviluppo del trasporto su gomma, usava gli stessi argomenti.

Ma allora non c’erano i bit che viaggiavano alla velocità della luce, allora piaceva l’odore della benzina. Le dense sbuffate di fumo scuro che uscivano dalle motrici davano l’idea di potenza. L’asfalto era bello, nero, liscio; non era insidioso e imprevedibile come la foresta. L’uomo aveva vinto contro la natura, era il dominatore. E doveva dimostrarlo ammantandola con l’asfalto, ricoprendola di cemento.

Ora è tutto superato. Si riconoscono gli errori, si paga il ritardo dello sviluppo del trasporto su ferro. Le auto vengono viste per quello sono: delle gabbie in cui tante persone, spesso sole, sono costrette a passare gran parte della giornata.

no-corridoio-e1450821091708La soluzione per il collegamento Roma-Latina c’è: il potenziamento e la messa in sicurezza della Pontina e il suo affiancamento con un treno leggero. Costo e impatto ambientale estremamente più contenuti. Efficacia enormemente maggiore.

Pomezia e Ardea già da tempo hanno fatto la loro scelta contraria all’autostrada. Ieri, ufficialmente, l’ha fatta Roma con una delibera di Consiglio Comunale volta a riaprire la Conferenza dei Servizi. E ad affrontare il problema finalmente dalla parte dell’utenza. E non di chi dall’autostrada intende trarre il proprio tornaconto non certo legato al trasporto.

I temi aperti sono tanti. Gli espropri e l’inquinamento che metteranno in ginocchio decine di aziende agricole biologiche. Il pedaggio che inciderà pesantemente sulle tasche dei pendolari che non avranno alternative. Il disagio durante la realizzazione che dovremo sopportare chissà per quanti anni. E i costi, già enormi, probabilmente destinati a lievitare come sempre succede in Italia. Ma poi, perché cominciare dalla parte di Latina e non da quella di Roma dove il traffico è estremamente più intenso e dunque l’opera teoricamente sarebbe più necessaria? Non sarà che sanno che da quella parte non gliela lasceranno mai fare e invece confidano nelle nostra ignavia? Se così fosse, certamente l’opera non sarà mai terminata. E sarà l’ennesima cattedrale nel deserto. E forse è proprio quello che vogliono, perché semmai fosse terminata, risulterebbe chiaro a tutti che non risolverebbe il problema del trasporto, per l’imbuto che si formerebbe comunque, anzi probabilmente aggravato da maggiore traffico, all’ingresso di Roma.

Ora, finalmente, l’amministrazione comunale di Latina promuove una assemblea informativa. Si parlerà dell’Autostrada Venerdì 28 ottobre alle ore 17 nella sala De Pasquale del palazzo comunale in Piazza del Popolo.

Vieni ad informarti, ad esprimere la tua opinione e ad ascoltare quella degli altri. Dimostriamo che i cittadini di Latina hanno messo infine radici e amano la loro terra. E le vogliono fare loro, le scelte che riguardano l’ambiente in cui vivono. E le vogliono fare in piena libertà.

Non è vero che non si possono ripensare le scelte sbagliate.

 

 

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