Consiglio Comunale 18 maggio 2017

Il contrasto alle lobby del gioco d’azzardo ed il taglio dei costi della politica sono due punti su cui il Movimento 5 Stelle ha sempre puntato sia a livello nazionale che locale.
Sul portale operativo del M5S, Rousseau, nel mese di marzo è stata posta in discussione una proposta per creare una disciplina uniforme al livello nazionale per regolamentare e contrastare la crescente diffusione di sale da gioco, sale scommesse ed apparecchi e sistemi per le video scommesse, al fine di prevenire il rischio di accesso ai minori e garantire la sicurezza e la salute dei cittadini. Attualmente, infatti, in assenza di una normativa nazionale, è compito dei Comuni farsi carico di regolamentare il settore. La ludopatia è un problema sociale in continua espansione. Ogni anno i 1,5 milioni di giocatori patologici costano allo stato oltre 7 miliardi di euro. Le ultime statistiche dicono che ogni giocatore sulle slot da bar perde circa 60 euro all’ora mentre sulle VLT (Video Lottery Terminal) installate nelle sale può arrivare a perderne 1.500. La ludopatia può avere rilevanti conseguenze sul piano familiare, sociale e professionale del giocatore nonché sulla sua salute. Fra le cause della dipendenza da gioco sono state individuate la familiarità per azzardo o altre dipendenze, la presenza di disturbi d’ansia o depressivi, la carenza di una socialità reale.
A Latina esistono decine di sale da gioco, sale scommesse e sale vlt, la maggior parte delle quali in zone popolari della città. Sono proprio questi cittadini i più vulnerabili.
Per quanto riguarda il taglio dei costi della politica, tutti i portavoce M5S eletti ad ogni livello contribuiscono a finanziare iniziative a scopo sociale. I parlamentari del Movimento 5 Stelle, oltre ad aver rinunciato a 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, versano una parte dei propri stipendi ed indennità in un fondo per finanziare il micro credito alle PMI. Ad oggi sono stati versati nel fondo oltre 21 milioni di euro. A livello locale i sindaci e consiglieri pentastellati stanno realizzando progetti di inclusione sociale e donazioni ad enti pubblici come scuole ed ospedali.
E’ con molto interesse, quindi, che abbiamo appreso che durante il consiglio comunale del 18 maggio prossimo si discuteranno due proposte che riguardano questi aspetti.
E’ in programma, infatti, una proposta per la deliberazione di un “Regolamento comunale per la prevenzione ed il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito”.
Ci auguriamo che nel regolamento in via di approvazione siano stabiliti criteri stringenti per il rinnovo delle concessioni (come la distanza minima da punti critici come scuole, uffici pubblici e sportelli bancomat, limitazioni per gli orari di apertura) e che non siano più previsti rilasci di nuove concessioni al fine di ridurre progressivamente il numero delle sale da gioco. Inoltre bisognerebbe sostenere gli esercizi commerciali (bar e tabacchi) che decidono di non installare più slot machine e VLT nei propri locali, come già prevede la normativa regionale (L.R. n. 5 del 5/8/2013).
Auspichiamo quindi che il nuovo regolamento possa porre un argine al gran numero di sale slot e di macchinette “mangiasoldi” in bar ed altri locali commerciali presenti nel capoluogo pontino.
L’altro punto all’ordine del giorno è una mozione per la “Riduzione dell’indennità spettante al Sindaco, agli assessori comunali, al Presidente del Consiglio Comunale e dei gettoni di presenza spettanti ai consiglieri”. Attualmente il costo annuo degli organi di governo della città arriva a quasi 900 mila euro, divisa sostanzialmente a metà fra Sindaco, Vice Sindaco e gli 8 Assessori da una parte e i 32 Consiglieri Comunali dall’altra. Il Sindaco Coletta percepisce 5.466 euro al mese, il Vice Sindaco Briganti 3.279 euro al mese, il Presidente del Consiglio Colazingari 21.350 euro annui (stipendio dimezzato per legge perché dipendente non in aspettativa); i Consiglieri Comunali sono retribuiti a presenza, con un gettone che vale 92, 96 euro per un massimo importo mensile di 1.366,54 (che si raggiunge con 15 presenze).
E’ evidente che questa proposta è un pretesto per mettere alla prova la maggioranza, visto che i proponenti dell’opposizione, Calandrini e Calvi, hanno pensato bene, quando erano in maggioranza nella passata legislatura al fianco del Sindaco De Giorgi, di non mettere in discussione questi importi, stabiliti nel lontano 2000 e ridotti solo del 10% nel 2006 (riduzione obbligata dalla legge 266/2005) e mai più modificati.
Speriamo che l’Amministrazione dia un segnale di vicinanza ai cittadini rispondendo significativamente a questa proposta e destinando i risparmi ottenuti dal taglio delle indennità al settore dei servizi sociali, per progetti di sostegno ai cittadini in difficoltà economiche, ai nuclei familiari numerosi oppure per l’impiego di persone disoccupate da impiegare in lavori di pubblica utilità di cui la nostra città ha certamente bisogno.
PS: ricordiamo ai nostri attivisti e simpatizzanti che il 20 maggio si svolgerà la seconda “Marcia per il Reddito di Cittadinanza”, da Perugia ad Assisi, per evidenziare la necessità di una misura per il contrasto alla povertà. Per ulteriori informazioni 

Massimiliano La Mantia

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