Latina, città per l’attuazione della Costituzione

Questo è il testo dell’intervento che ho fatti ieri, 30 giugno,  all’assemblea pubblica presso il G.B. Grassi

“Vorrei anzitutto dire che sono felice che Latina, in modo solenne e ufficiale, davanti a tutta questa gente che lo potrà e lo dovrà testimoniare, si sia dichiarata e si sia impegnata ad essere una “città per l’attuazione della Costituzione”.

Lo voglio dire qui, davanti al sindaco, perché mi piacerebbe che d’ora in poi tutti i cittadini di Latina possano far riferimento per le loro iniziative, prima di tutto alla nostra Carta Costituzionale.

Questa che assume oggi, signor sindaco, è una grande responsabilità. Per assolvere la quale ci vuole molto coraggio.

Perché significa anche trovare il modo di superare le difficoltà e le pastoie burocratiche che troppo spesso impediscono a tutti i cittadini  di partecipare, di dare il proprio contributo e di godere appieno dell’ambiente e del beneficio di sentirsi parte attiva della società.

Per esemplificare, voglio parteciparvi delle difficoltà e delle  continue processioni presso gli “uffici e gli organi competenti” che l’associazione a cui appartengo ha dovuto affrontare per poter allestire, a propria cura e spese, una passerella che consentisse anche a persone con ridotte capacità motore di beneficiare della spiaggia e del mare durante la stagione estiva.

È una cosa piccola, certo, ma è emblematica di una società che ormai ha smarrito la strada e non riesce più ad avere una corretta scala di valori di riferimento.

E poi forse non è neanche tanto piccola, considerando che tutti gli accessi pubblici alla marina di Latina versano ormai da anni in stato di degrado e che per il secondo anno consecutivo non ci sono chioschi sul lungomare che possano fornire servizi e ristoro ai bagnanti. Questo significa che abbiamo una marina, che è un bene comune, ma non possiamo beneficiarne appieno. E soprattutto non ne può usufruire chi ha qualche svantaggio e che forse, per ciò stesso, ne avrebbe più bisogno.

Sorvolo sulle buche e sullo sfalcio dell’erba, signor sindaco, perché ritengo inutile agitare il coltello in una piaga che so essere già dolente.

Faccio solo un rapido cenno alla centrale nucleare e alla discarica di Borgo Montello. Due mostri che gravano sulla città come gigantesche spade di Damocle. Devono essere accompagnati verso la loro dipartita con assoluta fermezza e senza alcun tentennamento. E devono essere adottate tutte le misure necessarie perché ciò avvenga senza danni all’ambiente e alle persone. So che è un compito difficile, ma proprio perché difficile richiede il massimo dell’impegno e dell’attenzione.

Voglio poi richiamare l’attenzione su alcuni temi che ritengo fondamentali per la nostra città e il nostro territorio.

Anzitutto la famigerata autostrada a pedaggio Roma-Latina. Un’opera devastante per l’ambiente, che porterà inquinamento, danni alle colture soprattutto d’eccellenza biologiche e biodinamiche, gravi disagi durante la realizzazione e cospicui esborsi per i pendolari. E che potrebbe essere sostituita con molto minore impatto sia ambientale che economico con la messa in sicurezza della Pontina affiancata da un adeguato trasporto su rotaia.

Qui, signor sindaco, non ci sono difficoltà da superare. Ci vuole solo coraggio. Deve dire forte e chiaro, come già hanno fatto i sindaci di Roma, Ardea, Pomezia e Aprilia che la sua amministrazione è assolutamente contraria all’opera. Senza se e senza ma. Vedremo poi se avranno la sfacciataggine di realizzare un’opera che non vuole nessuno dei grandi centri interessati. Sono buoni tutti. Signor sindaco, a dire che ormai non si può fare più niente. Lei faccia la sua parte e poi sia quello che sia. Oltre che un appello accorato, questo vuole essere anche un consiglio. Perché ora che si sono trovati un po’ di soldi, circa un quinto del necessario per completare l’opera sulla carta, tutti i cani si vogliono avventare sull’osso. Ma voglio vedere quando saranno finiti questi, se usciranno i restanti soldi pubblici, e soprattutto privati, necessari a completare l’opera. Allora vedrà che tutti ne prenderanno le distanze. Anche perché è difficile fare un’opera su di un territorio i cui abitanti non la vogliono. E quest’opera ha veramente pochissime probabilità di essere completata.

Poi vorrei che lei, signor sindaco, metta per sempre a tacere le ricorrenti voci di riconversione dell’aeroporto militare Comani in scalo turistico e/o commerciale.

Non ci vuole grande fantasia a mettere insieme le due opere, autostrada e aeroporto, per immaginare che qualcuno vorrebbe per l’ennesima volta sfruttare il nostro territorio per ricavare profitti che volerebbero alti sopra le nostre teste, lasciandoci solo devastazione e inquinamento.

Devo fare un rapido accenno anche ai piani particolareggiati ai quali prima o poi dovrà mettere mano, signor sindaco. Anche qui ci vuole coraggio. Il coraggio di mettersi dalla parte dei cittadini e pensare a quello che serve a loro in termini di servizi, verde e benessere. E non ridurre tutto, come sempre ad un mercanteggiamento e a una questione di soldi.

E infine un accenno al lavoro, su cui è fondata l’Italia (primo comma art. 1 della costituzione). Le cose da fare per il nostro territorio sono tantissime: sostenere e avvantaggiarsi della vocazione turistica e agricola, manutenere il delicato sistema di canali alla base del delicato equilibrio idrogeologico, oltre che le buche e lo sfalcio dell’erba, solo per fare qualche esempio. E le risorse in termini di forza lavoro ci sono, valide e disponibili. Signor sindaco, non può essere una scusa dire che non ci sono le risorse economiche, a costo di stampare una moneta locale. Le soluzioni si possono trovare, ci vuole, come per il resto, coraggio.

Grazie”.

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