Il Modello Pomezia anche a Latina: ve lo ricordate?

Con la vicenda della mail del MoVimento 5 Stelle di Pomezia che invita gli iscritti a votare per la concittadina Valentina Corrado è venuta a galla una vicenda che gli attivisti pontini conoscono già da tempo e che invano hanno provato a denunciare negli anni passati. Vediamo di capirci qualcosa.

Il tradimento dei più elementari principi del M5S ad opera del M5S di Pomezia non è casuale. La responsabilità di simili comportamenti è di una certa narrazione che in questi anni ha dipinto Pomezia come un modello perfetto: il Modello Pomezia. In pratica, si è diffusa gradualmente l’idea che poiché Pomezia è un comune modello per i 5 stelle, qualsiasi cosa fatta da Pomezia è perfetta. Capite immediatamente che questa narrazione ha consentito ai 5 Stelle di Pomezia di avere un potere e un’influenza enorme, soprattutto a livello locale. Si è arrivati ad una sorta di ipse dixit del XXI secolo: l’ha detto Pomezia, quindi è indiscutibilmente giusto.

A noi qui a Latina tutta questa vicenda della mail di Pomezia 5 Stelle pro Corrado non ha sorpreso per nulla, perché  nella nostra città abbiamo avuto un gran bel precedente di questo Modello Pomezia. Era il 2015 e ci si stava preparando per le elezioni comunali; in quel momento c’erano due meetup che, nonostante palesi divergenze, provavano a trovare una sintesi per presentare una lista insieme. Da una parte il meetup storico di Latina, I grilli e le cicale, quello che fu dei tre parlamentari espulsi e ora è passato agli assistenti ed ex-assistenti di quei parlamentari espulsi, dall’altra tutti coloro che avevano preso le distanze dai parlamentari espulsi, riuniti nel meetup “5 Stelle Latina in Movimento”. In estrema sintesi la cronaca dei fatti. Un bel giorno si organizza un incontro in cui si presentano due fenomeni (da allora li chiamiamo così, capirete in seguito il motivo), due consiglieri comunali M5S di Pomezia. Seduti in cattedra stile lectio magistralis, i due sin da subito si atteggiavano a salvatori della patria, una spocchia e un’arroganza che lasciava i presenti increduli, soprattutto considerando l’inconsistenza delle faccende che andavano raccontando. Ma questo era solo l’antipasto di quello che sarebbe accaduto uno dei giorni seguenti, quando i due si presentarono per regalarci la ricetta che avrebbe permesso ai 5 stelle di Latina di andare alle elezioni e vincerle. Un qualcosa di magico, di salvifico, era il Modello Pomezia; i due esordirono in questi termini: “Quelle che seguiranno sono le nostre regole, o le accettate così come sono o non se ne fa niente”. Messi in allarme da un simile biglietto da visita, ci radunammo in religioso ascolto delle norme che avrebbero portato Latina alla redenzione. Bene, il regolamento proposto era talmente incoerente e raffazzonato che i più faticarono a trattenere il riso. Non poteva essere vero, era uno scherzo, il modello Pomezia era quella robaccia lì?

Già era  grave era che il regolamento proposto non contenesse il minimo cenno all’attivismo dei candidati e degli elettori, alla presentazione di un curriculum vitae. Ma, più grave ancora, contraddiceva alle più elementari regole previste per le elezioni comunali. Nel regolamento infatti l’elettorato attivo veniva esteso a tutta la provincia; in pratica i candidati al consiglio comunale di Latina venivano scelti dai residenti a Aprilia o Terracina o Formia. Perché? Che senso aveva, visto che a votare sarebbero stati i residenti nel Comune sia alle elezioni vere che a eventuali votazioni tra gli iscritti? Da lì nacque in tanti il dubbio delle cordate provinciali: altrimenti perché allargare il voto alla provincia?

Nelle settimane successive ci battemmo per raddrizzare simili storture, ma il meetup di Latina amico di Pomezia (non tutto, ma i soliti capetti assetati di potere e poltrone) continuava a proporre e imporre lo sbalorditivo “Metodo Pomezia”. Per loro era immodificabile, anche se illegale. Era chiaro che quel meetup si stava giovando dell’appoggio di Pomezia per imporre i propri candidati. Alla fine, è storia nota, la lista unica non si presentò. La storia, mutatis mutandis, si ripete oggi con l’appoggio alla concittadina Corrado. Insomma, fino a ieri nel Lazio se un 5 stelle voleva contare qualcosa doveva avere l’amicizia dei 5 stelle di Pomezia, che hanno sostituito il modello 5 stelle con un modello tutto loro, in cui si può andare contro le più elementari regole elettorali e le più basilari regole del MoVimento.

Ecco, ora sappiamo finalmente cos’è il Modello Pomezia.

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